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L’Abruzzo e la sua cultura popolare

L’Abruzzo e la sua cultura popolare

16,00

di Antonio Farchione

Il passato contadino tra tradizioni, credenze e superstizioni.

Il mondo contadino abruzzese post unitario è spesso visto ai nostri giorni attraverso una lente romantica che restituisce un mondo in cui uomo e natura convivono con grande serenità. In realtà è una visione assai lontana da quella che invece era la reale condizione di uomini e donne costretti a lottare quotidianamente con una realtà, prevalentemente rurale, fatto di povertà, condizioni igienico-sanitarie assai precarie, rapporti di lavoro completamente favorevoli al proprietario terriero.
In questo quadro rude, fatto di lotta quotidiana per la sopravvivenza, si innestava il variegato mondo della tradizione contadina con i suoi usi, le credenze, le superstizioni che in qualche modo offrivano un conforto in alternativa alla Provvidenza, pur non mancando tante altre situazioni in cui certe credenze, tollerate dal clero, si mescolavano con i riti sacri ufficiali.
Nel libro si esplora uno spaccato del mondo rurale analizzandolo attraverso l’Inchiesta agraria Jacini, ma anche recuperando le testimonianze di illustri demologi con le quali non solo si sono potute ricostruire le prescrizioni della tradizione che condizionavano il comportamento dei contadini nelle diverse fasi del ciclo di vita dell’essere umano, ma si è potuto anche rievocare il significato profondo del cibo sia in seno all’intimità familiare, che in contesti pubblici in cui il rito del pranzo, in funzione delle diverse circostanze, assumeva un valore sociale e anche sacro.

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Il passato contadino tra tradizioni, credenze e superstizioni.

Il mondo contadino abruzzese post unitario è spesso visto ai nostri giorni attraverso una lente romantica che restituisce un mondo in cui uomo e natura convivono con grande serenità. In realtà è una visione assai lontana da quella che invece era la reale condizione di uomini e donne costretti a lottare quotidianamente con una realtà, prevalentemente rurale, fatto di povertà, condizioni igienico-sanitarie assai precarie, rapporti di lavoro completamente favorevoli al proprietario terriero.
In questo quadro rude, fatto di lotta quotidiana per la sopravvivenza, si innestava il variegato mondo della tradizione contadina con i suoi usi, le credenze, le superstizioni che in qualche modo offrivano un conforto in alternativa alla Provvidenza, pur non mancando tante altre situazioni in cui certe credenze, tollerate dal clero, si mescolavano con i riti sacri ufficiali.
Nel libro si esplora uno spaccato del mondo rurale analizzandolo attraverso l’Inchiesta agraria Jacini, ma anche recuperando le testimonianze di illustri demologi con le quali non solo si sono potute ricostruire le prescrizioni della tradizione che condizionavano il comportamento dei contadini nelle diverse fasi del ciclo di vita dell’essere umano, ma si è potuto anche rievocare il significato profondo del cibo sia in seno all’intimità familiare, che in contesti pubblici in cui il rito del pranzo, in funzione delle diverse circostanze, assumeva un valore sociale e anche sacro.

AUTORE

Antonio Farchione

PAGINE

192

ISBN

9791280307033

FORMATO

17 X 24 cm

COLLANA

TERRITORI

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